Roster Virtus

27 ago

VIRTUS

Anche la squadra per la stagione 2010-2011 è fatta e sulla carta sembra competitiva. E’ stata assemblata seguendo i precetti di patron Sabatini: “largo ai giovani” e “futuribilità”.
Io sono da sempre, limitatamente alla questione basket, un sabatiniano convinto, per svariati motivi, e pur non avendo condiviso spesso le sue idee sul roster e la conseguente gestione della squadra, ritengo che il “progetto” sia serio ed estremamente valido. 
Non mi piace fare dietrologia perchè la ritengo poco utile ed un pò celebrativa, soprattutto in questo caso, tuttavia  credo ci si dovrebbe sempre ricordare da dove si viene. Si viene da altri tempi gloriosi, è vero, ma si viene prima di tutto dall’orlo del baratro.
Ed è in quelle situazioni drammatiche che le chiacchiere si ammucchiano insieme agli scartini e la differenza la fanno le persone che vanno in tasca e tirano fuori i carichi da undici.
Perchè al bar, davanti ad una birra si può dire qualsiasi cosa e tutto è quasi legittimo, ognuno propone la propria strategia, ognuno mette in campo la sua formazione e gestisce il proprio fanta-mercato come meglio crede. Poi però, finita la birra ed usciti dal bar, sono i soldi veri quelli che fanno la differenza fra tenere in piedi una squadra o farla affondare ed allora la folla dei parlatori si dilegua e rimangono in pochi a far girare la ruota.
La conseguenza è ovvia, chi va in tasca parla e decide, poi è scontato ed auspicabile che lo faccia nel migliore dei modi e tenendo in considerazione che anche il pubblico andrà in tasca e sosterrà la squadra non solo emotivamente, ma anche con una discreta fetta di ritorno econimico, però si deve rispettare la “supremazia” di chi si è accollato la responsabilità maggiore.

Stabilito questo concetto è normale poter fare valutazioni etiche e/o estetiche sulla condotta della dirigenza, per carità, specialmente da parte di chi paga un biglietto e si trova in disaccordo con scelte, esternazioni ecc…Sabatini è un grande comunicatore, ma per sua stessa ammissione ha più volte peccato di esuberanza e magari di cattiva scelta dei tempi di intervento. Ma come al solito si parla di niente.
La squadra c’è, lo sponsor anche, i conti (per quel che è possibile sapere dall’esterno) sono in regola…i giudizi lasciamoli per la fine del campionato.
Questo preambolo fin troppo lungo, per precisare in anticipo che ogni parola riguardante la Virtus ospiata su questo blog, rispecchierà un pensiero personale, eventualmente aspro e contrastante con la linea societaria, ma  che non prescinderà mai dal massimo rispetto delle posizioni. Può sembrare un proposito scontato, ma è sufficiente leggere di basket per rendersi conto che non è sempre così.

Social Network, a caccia di anime per un posto al sole

26 ago

badoo_logo

Il social network si impone come strumento di liberalizzazione delle relazioni interpersonali, mutuando un precetto fondamentale dal mondo della pubblicità: la legge dell’apparire.

Il miraggio è quello di dire molto più di quanto si sia realmente in grado. La spinta viene dalla “riservatezza” della propria postazione pc che libera in parte da timidezza e pudore, permettendo di compiere ardite manovre di approccio. Il fine è molto soggettivo e legato evidentemente alla personalità di ognuno ed alle esigenze individuali. Si passa dai megalomani che puntano a colonizzare il web, diventando amici di quanta più gente possibile, ai soggetti che invece scelgono la visibilità del social network come palco per mettere in atto la propria paradossale protesta: “vi faccio vedere che ci sono e che volontariamente non voglio essere amico di alcuno”.
In mezzo, un’ampia schiera di “normali” che sfruttano il mezzo per comunicare  in velocità, per organizzare serate, per passare il tempo facendosi gli affari degl’altri e per una serie di altre esigenze comunque riconducibili al vivere quotidiano.

Ma succede davvero tutto quello che uno si aspetta? Sono davvero utili questi portali alla socializzazione? O continuano a prevalere logiche di comportamento tali da addomesticare anche queste nuove risorse a regole sociali più profonde?
Oggi provo Badoo.

Ho già un profilo su Facebook, da qualche tempo, ma sono molto più curioso di capire cosa succede all’interno di un portale dedicato espressamente agl’incontri e non tanto al cazzeggio generico.
Mi sono registrato, ho assemblato un profilo veritiero, importando i dati da facebook (questa è una funzionalità molto furba) ed ora aspetto che qualcuno/a faccia la prima mossa.

Le particolarità di Badoo:

1) Il solito profilo da compilare, che sa molto da questionario dei 2 giorni.
2) tutto è impostato con la formula del ricatto, o metodo del bastone e della carota, se preferite: puoi vedere o fare una cosa nella misura in cui ne fai un’altra. Il tutto ovviamente a vantaggio del portale.
3) E’ particolarmente fastidioso il messaggio istantaneo posizionato sopra la foto dell’utente che non ti consente di restare in silenzio. C’è l’obbligo di scegliere una frase fatta, sempre impostata al desiderio di relazionarsi con qualcuno (es. voglio parlare/incontrare/bere/andare a cena ecc… con un ragazzo/ragazza di età…)
4) E’ possibile vedere chi visita il nostro profilo, cosa invece su facebook di difficile attuazione.
5) Ci sono poi i super poteri, la sezione a pagamento del portale che consentono di abbellire il profilo o accedere a funzioni supplementari, quali l’invisbilità. Ma non sono obbligatorie e nemmeno troppo ostentate.
6) Gli sfondi sono molto evocativi, studiati per dare informazioni non verbali agl’utenti che visitano il nostro profilo. Ci sono sfondi che denotano personalità artistica, sfondi che indicano particolare propensione al denaro piuttosto che al contatto fisico o che tradiscono l’orientamento sessuale.
7) C’è la moderazione delle foto da parte dei gestori: se una foto risulta non consona o anche solo poco chiara, quindi non riconducibile al proprietario del profilo viene parcheggiata in una cartella secondaria. Tuttavia è possibile utilizzare foto non proprie. Molti profili utilizzano infatti foto di personaggi famosi.

…Ho messo tre foto, una poco rassicurante, una dall’aspetto rilassante ed un’altra un pò inquietante (che è stata moderata e ritenuta non idonea perchè il mio volto non si vedeva in modo nitido). Ho chiaramente scritto che sono impegnato, eterosessuale e che cerco solo conoscenze a scopo di amicizia.
Non so se qualcuno vorrà superare queste barriere esplicite per annoverarmi fra i suoi contatti.
Capirò se restando passivi all’interno di un portale di incontri è così facile conoscere persone nuove, o se, come credo non sia il portale che fa la differenza, ma lo sprone emotivo della grande scelta e la lieve perversione dell’incontro al buio a far smuovere la voglia di contatto.

Dimmi cosa guardi e ti dirò chi sei

25 ago

Il servizio televisivo è probabilmente il termometro più preciso, attualmente in nostro possesso, per misurare la società.
Stando all’offerta televisiva in chiaro destinata al popolo italiano è facile capire come da una parte ci sia la volontà di “guidare” le masse con metodi più vicini alla pastorizia che alla comunicazione e dall’altra, a dire il vero, un godereccio quanto preoccupante compiacimento nel farsi guidare lungo sentieri contaminati da finto giornalismo, scandalismo, allarmismo, disinformazione e becero qualunquismo.

Non è necessario entrare nel dettaglio, perchè se siete persone di senno sapete bene di cosa sto parlando, se viceversa non vi ritrovate in questa mia valutazione, siete evidentemente faziosi o privi degli strumenti necessari per comprendere eventuali approfondimenti in merito.
Tuttavia, la cosa più fastidiosa, ammesso che in questo ambito ve ne possa essere una, è la presenza di un “pacchetto” televisivo ad irradiazione digitale satellitare e a ricezione tramite pagamento di un canone mensile di abbonamento, che invece propone un servizio molto prossimo all’idea di giornalismo, di informazione, di intrattenimento e di spettacolo, senza essere palesemente schierato e senza offendere il buon senso.

Perchè ritengo questa presenza fastidiosa? Perchè ci da la possibilità di riassumere la situazione in modo matematico:
la televisione in chiaro sta all’interesse di chi la fornisce come la televisione a pagamento sta al modello universalmente riconosciuto di servizio televisivo. Qui poi sarebbe bene introdurre un nuovo modello matematico per mettere in relazione due fattori, quanto influisca sul risultato finale la capacità di chi lavora all’interno dei network e la loro volontà di proporre un prodotto accettabile e quanto influisca invece la volontà di chi paga loro gli stipendi. Ma questo è un altro capitolo.

Focalizzerò la mia attenzione sul fenomeno SKY.

Le “treccine” e la modella.

15 ago

Un’acconciatura tipicamente “africana”. Molte ore di lavoro per realizzarla, ma il risultato è davvero incantevole.
E chi pensa che le treccine siano adatte esclusivamente a donne di etnia africana, credo che guardando gli scatti avrà modo di ricredersi.

cheren5_treccine

modella treccine

Modelle, cavie, ma soprattutto…amiche – 3

14 ago

Terzo atto della rassegna dedicata a soggetti “importanti” per le mie foto. Persone volenterose ed accomunate dalla passione per le foto.

Lisa

jessy

Giulia P