Bologna calcio: d’amore, di soldi e di altre bugie
19 nov

Alle 21 e 22 minuti del 12 settembre 2010 scrissi un post sulla mia pagina di facebook che suonava esattamente così:
- nuiter de bulogna as fen propri ciaper pre cul da cani e porc…edda! – Che tradotto, a beneficio dei non bolognesi che eventualmente dovessero leggere questo articolo, suona più o meno così:
- noi tifosi del Bologna ci facciamo proprio prendere in giro da cani e porc…edda!
A suo tempo il post suonava irriverente e fuori luogo, oggi invece appare drammaticamente attuale.
Sono forse un precursore dei tempi io o qualcuno da queste parti gira colpevolmente con del buon Parma affettato a mano sugl’occhi?
Un giornalista sportivo arci-noto nell’ambiente, tale Alberto Bortolotti, manifestava inascoltato, come una Cassandra dei giorni nostri, forte preoccupazioni sullo stato di salute della società Bolognese e soprattutto sulla veridicità delle affermazioni propagandistiche che la dirigenza del club (passata l’estate scorsa dalla Fam. Menarini nelle mani dell’imprenditore sardo Porcedda) faceva piovere come la manna sopra una folla di assetati beoni, ai quali dopo anni di stenti e salvezze agguantate all’ultimo secondo, non pareva vero di udire parole di trionfo e rosee prospettive. A chi credere dunque? Ad una presidenza sicura di sè e perfino a volte scocciata da domande di carattere economico, o alla pecora nera Bortolotti intento a predicare prudenza?
Oggi sarebbe troppo facile scegliere, ma un paio di mesi fa, il buon Bortolotti e quei pochi che la pensavano come lui, fra i quali mi schiero non per vanto ma per giustificare questo post, furono additati come menagrami e nemici del popolo.
La situazione attuale è nota: versamenti all’erario non effettuati, stipendi non pagati, inadempienza contrattuale nei confronti dei Menarini (da loro confermata durante la conferenza stampa di ieri pomeriggio), bugie e mezze verità, tanto silenzio quando servivano parole vere e molte parole quando invece erano necessari solo tanti soldi. Queste le carte sul tavolo, per carità, tutte da verificare, tutte da confermare e tutte vere fino a prova contraria, perchè il garantismo prima di tutto. Però se la situazione dovesse essere confermata calerebbe sulla società di calcio Bolognese una scure pesante in termini di penalizzazione diretta di classifica e di guai economici e giuridici, tali da non far sembrare la parola fallimento estranea al contesto.
Il punto focale della questione che mi fa imbestialire e che mi ha spinto a scrivere queste righe non è certamente lo spirito di rivalsa nei confronti di chi ha colpevolmente “dormito” mentre qualcuno “giocava” a fare il presidente del Bologna. L’averlo detto in tempi non sospetti non mi da soddisfazione alcuna, perchè non cambia affatto una situazione contingente tragica.
Il punto invece è il seguente:
Quanti Tacopina, Taçi, Moggi, Porcedda, Sacrati and company serviranno a questa piazza per alzare la guardia e finirla di farsi prendere in giro? Cosa deve succedere ancora perchè la stampa specializzata, a questo punto non so fino a che punto specializzata, capisca che lo sport professionistico è un sistema economico a sè stante ed inizi a valutarlo e a scriverne nella sua complessità, alzando finalmente lo sguardo dai palloni e dai menischi?
Quanti malati di protagonismo si dovranno ancora alternare perchè alla gente vada in testa la prima regola del sistema? I soldi comprano le chiacchiere no!

