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Francesco Guccini live 2011

4 dic

Erano passati parecchi anni dall’ultimo Guccini live al quale avevo avuto l’onore di assistere e non mi aspettavo onestamente una Unipol Arena gremita all’inverosimile. E’ vero che per il “professore” di Pavana, la baggianata latina del profeta in patria non ha mai funzionato, anzi…ma quel pentolone strapieno con la gente aggrappata ovunque, per sentire brani in buona parte vecchi, fa un certo effetto!
C’erano le famose quattro generazioni presenti contemporaneamente.
Eskimo” cantata a memoria dal bambinetto di dieci anni e dall’ex figlio dei fiori, ma anche dalla municipale, inizialmente impassibile, ma sul finire impegnatissima a tenere il tempo di una locomotiva, che nonostante le due ore buone di concerto, arriva sempre troppo presto.
Mitico!

Uccelli neri nel vespero

15 ago

Non ho mai capito di che uccelli parlasse Carducci nel suo “…vespero migrar”, ma non mi stupirebbe se anche il suo cacciatore, proprio come me, fosse affascinato dal volo serale delle cornacchie. Si è sempre attribuita un’accezzione negativa agl’esuli pensieri che accostati ai neri uccelli non potevano che rappresentare tormenti dell’animo.
Ma credo si possa trattare di una forzatura frutto di comprensibile mancanza di esperienza diretta.
Il non essere cacciatore, il non aver mai sostato in adorazione di un volo serale contro il rosso del cielo, rapiti dal rauco gracchiare, può spingere ad interpretazioni inesatte. I pensieri di quei momenti non sono mai neri, esuli senza dubbio, ma per la tenerezza e per l’immane sensazione di fugacità del tempo che provocano , non certo per la voglia di scacciarli.

Levatacce e tramonti da cacciatore mi hanno regalato una vastissima gamma di scenari, colori, riverberi, odori e suoni che al vivere comune dell’ occidentale di questo secolo sono preclusi, ma credo che la buonanotte delle cornacchie resti lo spettacolo più introspettivo che la natura ci abbia regalato in stereofonia.

Da pittore ho messo giù un personalissimo ricordo d’infanzia, come protagonisti i corvi neri e le alte vette dei boschi del bellunese.

20×35
Olio su tela
Trattativa riservata

TFP,TFCD e FREE TEST…consuetudini ribaltate. Sintomo di crisi.

8 ago

Non mi soffermerò a spiegare cosa significhino queste sigle, che tutti gli addetti del settore conoscono alla perfezione. Mi limito a dire per gli eventuali neofiti che dovessero incappare in questo articolo, che si tratta di sigle utilizzate in fotografia, per definire le collaborazioni fra i professionisti del settore tali da evitare a tutte le parti l’esborso economico…una sorta di baratto professionale.

Vado quindi al sodo, rilevando come il limbo al quale questa tipologia di collaborazione è stata relegata, aiuti a capire come la mistificazione professionale in atto, stia rovesciando i valori in campo.

Il TFP da cui trae spunto il più moderno TFCD, era in origine un’occasione sfruttata da operatori (fossero questi modelle/i e/o fotografi) giovani e poco esperti, o a corto di risorse da investire, per migliorare il proprio portfolio.
I professionisti affermati invece ricevevano denaro dai clienti che commissionavano lavori. Gli amatori infine, vivevano un sistema parallelo dove ogni cosa era “diluita” e  spudoratamente copiata a tal punto da non poter in alcun modo essere confusa col professionismo.

Ora le cose sono radicalmente cambiate.  Gli amatori fanno correre i soldi, che per rispetto non chiameremo “neri” ma senza temere smentite, almeno “grigi”, mentre i giovani professionisti, inseguono i TFP per poter realizzare progetti di valore, per i quali da tempo non si riesce più a trovare copertura finanziaria.

In tutto questo non ci sono colpe. Piuttosto indicazioni chiare. Il TF, da cavallo di battaglia dei giovani ed inesperti si è trasformato in salvagente per i professionisti all’ultimo buco nella cintura. Da disinteressato ed efficace metodo creativo delle avanguardie si è ridotto a pseudo accattonaggio, dove si ritrovano fianco a fianco abili scrocconi e professionisti squattrinati.
Potere mistificatore della rete! Dove ogni cosa è solo come appare.

Ciao vecchietta

1 giu

Te ne sei andata nel modo peggiore, ma anche questa volta hai lottato fino alla fine.
Dai non preoccuparti! Vai avanti, come sai fare tu e tieni le orecchie aperte, che quando arrivo anch’io…un fischio e via che si riparte insieme.