Social Network, a caccia di anime per un posto al sole
26 ago

Il social network si impone come strumento di liberalizzazione delle relazioni interpersonali, mutuando un precetto fondamentale dal mondo della pubblicità: la legge dell’apparire.
Il miraggio è quello di dire molto più di quanto si sia realmente in grado. La spinta viene dalla “riservatezza” della propria postazione pc che libera in parte da timidezza e pudore, permettendo di compiere ardite manovre di approccio. Il fine è molto soggettivo e legato evidentemente alla personalità di ognuno ed alle esigenze individuali. Si passa dai megalomani che puntano a colonizzare il web, diventando amici di quanta più gente possibile, ai soggetti che invece scelgono la visibilità del social network come palco per mettere in atto la propria paradossale protesta: “vi faccio vedere che ci sono e che volontariamente non voglio essere amico di alcuno”.
In mezzo, un’ampia schiera di “normali” che sfruttano il mezzo per comunicare in velocità, per organizzare serate, per passare il tempo facendosi gli affari degl’altri e per una serie di altre esigenze comunque riconducibili al vivere quotidiano.
Ma succede davvero tutto quello che uno si aspetta? Sono davvero utili questi portali alla socializzazione? O continuano a prevalere logiche di comportamento tali da addomesticare anche queste nuove risorse a regole sociali più profonde?
Oggi provo Badoo.
Ho già un profilo su Facebook, da qualche tempo, ma sono molto più curioso di capire cosa succede all’interno di un portale dedicato espressamente agl’incontri e non tanto al cazzeggio generico.
Mi sono registrato, ho assemblato un profilo veritiero, importando i dati da facebook (questa è una funzionalità molto furba) ed ora aspetto che qualcuno/a faccia la prima mossa.
Le particolarità di Badoo:
1) Il solito profilo da compilare, che sa molto da questionario dei 2 giorni.
2) tutto è impostato con la formula del ricatto, o metodo del bastone e della carota, se preferite: puoi vedere o fare una cosa nella misura in cui ne fai un’altra. Il tutto ovviamente a vantaggio del portale.
3) E’ particolarmente fastidioso il messaggio istantaneo posizionato sopra la foto dell’utente che non ti consente di restare in silenzio. C’è l’obbligo di scegliere una frase fatta, sempre impostata al desiderio di relazionarsi con qualcuno (es. voglio parlare/incontrare/bere/andare a cena ecc… con un ragazzo/ragazza di età…)
4) E’ possibile vedere chi visita il nostro profilo, cosa invece su facebook di difficile attuazione.
5) Ci sono poi i super poteri, la sezione a pagamento del portale che consentono di abbellire il profilo o accedere a funzioni supplementari, quali l’invisbilità. Ma non sono obbligatorie e nemmeno troppo ostentate.
6) Gli sfondi sono molto evocativi, studiati per dare informazioni non verbali agl’utenti che visitano il nostro profilo. Ci sono sfondi che denotano personalità artistica, sfondi che indicano particolare propensione al denaro piuttosto che al contatto fisico o che tradiscono l’orientamento sessuale.
7) C’è la moderazione delle foto da parte dei gestori: se una foto risulta non consona o anche solo poco chiara, quindi non riconducibile al proprietario del profilo viene parcheggiata in una cartella secondaria. Tuttavia è possibile utilizzare foto non proprie. Molti profili utilizzano infatti foto di personaggi famosi.
…Ho messo tre foto, una poco rassicurante, una dall’aspetto rilassante ed un’altra un pò inquietante (che è stata moderata e ritenuta non idonea perchè il mio volto non si vedeva in modo nitido). Ho chiaramente scritto che sono impegnato, eterosessuale e che cerco solo conoscenze a scopo di amicizia.
Non so se qualcuno vorrà superare queste barriere esplicite per annoverarmi fra i suoi contatti.
Capirò se restando passivi all’interno di un portale di incontri è così facile conoscere persone nuove, o se, come credo non sia il portale che fa la differenza, ma lo sprone emotivo della grande scelta e la lieve perversione dell’incontro al buio a far smuovere la voglia di contatto.
