
Anche la squadra per la stagione 2010-2011 è fatta e sulla carta sembra competitiva. E’ stata assemblata seguendo i precetti di patron Sabatini: “largo ai giovani” e “futuribilità”.
Io sono da sempre, limitatamente alla questione basket, un sabatiniano convinto, per svariati motivi, e pur non avendo condiviso spesso le sue idee sul roster e la conseguente gestione della squadra, ritengo che il “progetto” sia serio ed estremamente valido.
Non mi piace fare dietrologia perchè la ritengo poco utile ed un pò celebrativa, soprattutto in questo caso, tuttavia credo ci si dovrebbe sempre ricordare da dove si viene. Si viene da altri tempi gloriosi, è vero, ma si viene prima di tutto dall’orlo del baratro.
Ed è in quelle situazioni drammatiche che le chiacchiere si ammucchiano insieme agli scartini e la differenza la fanno le persone che vanno in tasca e tirano fuori i carichi da undici.
Perchè al bar, davanti ad una birra si può dire qualsiasi cosa e tutto è quasi legittimo, ognuno propone la propria strategia, ognuno mette in campo la sua formazione e gestisce il proprio fanta-mercato come meglio crede. Poi però, finita la birra ed usciti dal bar, sono i soldi veri quelli che fanno la differenza fra tenere in piedi una squadra o farla affondare ed allora la folla dei parlatori si dilegua e rimangono in pochi a far girare la ruota.
La conseguenza è ovvia, chi va in tasca parla e decide, poi è scontato ed auspicabile che lo faccia nel migliore dei modi e tenendo in considerazione che anche il pubblico andrà in tasca e sosterrà la squadra non solo emotivamente, ma anche con una discreta fetta di ritorno econimico, però si deve rispettare la “supremazia” di chi si è accollato la responsabilità maggiore.
Stabilito questo concetto è normale poter fare valutazioni etiche e/o estetiche sulla condotta della dirigenza, per carità, specialmente da parte di chi paga un biglietto e si trova in disaccordo con scelte, esternazioni ecc…Sabatini è un grande comunicatore, ma per sua stessa ammissione ha più volte peccato di esuberanza e magari di cattiva scelta dei tempi di intervento. Ma come al solito si parla di niente.
La squadra c’è, lo sponsor anche, i conti (per quel che è possibile sapere dall’esterno) sono in regola…i giudizi lasciamoli per la fine del campionato.
Questo preambolo fin troppo lungo, per precisare in anticipo che ogni parola riguardante la Virtus ospiata su questo blog, rispecchierà un pensiero personale, eventualmente aspro e contrastante con la linea societaria, ma che non prescinderà mai dal massimo rispetto delle posizioni. Può sembrare un proposito scontato, ma è sufficiente leggere di basket per rendersi conto che non è sempre così.