BANDI, CONCORSI E PRESE IN GIRO

3 lug

Una decina di anni fa, terminato il primo indispensabile periodo di gavetta come esecutivista grafico ed in odore di incarichi di “creatività”, leggevo con interesse e curiosità ogni bando e concorso che la rete (ai suoi albori) o le riviste specializzate proponevano in materia pubblicitaria.

Variavano committenti e tematiche ma la minestra era quasi sempre quella: si indicevano gare per la realizzazione di marchi e campagne promozionali, logo e cartellonistica, nome o idea.
La parte veramente interessante era legata alle cifre proposte per l’elaborato che si aggiudicava il concorso, spesso alte, sempre decenti.
Ricordo bene,inoltre, che nonostante tutto questo mi sembrasse allettante, i pubblicitari di lungo corso, quelli che avevano attraversato gli anni ’80 con l’oro a mezza gamba, già si lamentavano della poca appetibilità di tali concorsi, a sentir loro “- economicamente inadeguati rispetto allo sforzo che richiedevano-”.

Questi ultimi anni, passati a sperperare tempo e risorse dietro minchiate varie, mi hanno tenuto lontano dai concorsi, ma ieri, capitato per caso su uno dei tanti siti che pubblicano i bandi, ho avuto l’amara sorpresa. Ma quale amara??? INSOPPORTABILE.
Comuni, enti locali, privati, associazioni, tutti ad indire concorsi per questo e per quello, con richieste enormi in termini di ore di lavoro e di quantità di materiale da produrre (logo, locandine, cartelloni, flyers, idee di supporto, copy e chi più ne ha più ne metta); una fastidiosa oltre che inadeguata precisazione finale circa la possibilità di non assegnare il premio in caso di opere non soddisfacenti, il tutto spesso a cifre ridicole, sempre abbondantemente sotto qualsiasi tariffa nazionale.

Per dirla in altre parole, in molti casi si stanno sfruttando bandi e concorsi, facendo leva sulla precarietà del settore pubblicitario e sull’indigenza dei suoi protagonisti, per ottenere campagne pubblicitarie valide a prezzi stracciati, per giunta con vasta opzione di scelta.
LA SOLITA VERGOGNA!

Non è una novità che la gara pubblica o privata che sia abbia per sua natura lo scopo di ottenere un lavoro ad una cifra concorrenziale e disporre di molteplici opzioni di scelta, ma che questo sfoci sistematicamente nell’ennesima deprecabile prova di negligenza in materia è troppo deprimente.

E’ mai possibile che un’amministrazione locale chieda la realizzazione di un logo, di una locandina, di un manifesto e di un’idea supplementare di promozione, contraccambiando con 1.000 euro FORSE (sempre che a loro insindacabile giudizio le proposte pervenute siano sufficientemente meritevoli per poter ritenere la gara valida)?
Fate una ricerca nel web, provare per credere!

A chi partecipa a bandi di quel tipo dico questo:

delle due una, o siete incapaci (perchè solo quello potete essere se il valore di un logo, una locandina, un manifesto ed un’idea da voi prodotti vale mille euro) o siete coglioni (perchè non avete capito che prestando il fianco a certe iniziative, non solo non vi consente comunque di mangiare, sempre che non crediate di vincere 20 concorsi l’anno : ) ma peggiora la situazione del mercato, affossando tariffe già ampiamente sottodimensionate).

Da parte mia dico che le nozze con i fichi secchi hanno rotto i maroni!
Io propongo il sistema di Faenza, chi non ne ha fa senza!

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