Alberto Campo Baeza

3 lug

guerrero house

Continuando a guadagnare le cifre attuali ho la certezza che non mi troverò mai impegnato in estenuanti giornate di concertazione tecnica per la realizzazione di una unità immobiliare tutta mia, si trattasse anche di una soluzione modesta, più simile ad un pollaio che ad una abitazione per gli umani.
Tuttavia, nel caso invece la mia professione volesse stupirmi positivamente, sarei pronto ad accogliere il dono e saprei perfettamente come investirlo: CASA…anzi, CAMPOBAEZACASA.

L’architettura, un pò come l’arte in genere, di gran moda e riservata a pochi fino agl’anni ’60/’70, poi distribuita alle masse dalle rivoluzioni culturali di quei tempi e quindi spesso inflazionata e scivolata in paurosi cali di spessore, vive oggi un periodo di ricerca di autoaffermazione e purificazione interna. E’ in atto nel settore, affollatissimo di offerta, un processo di riassegnazione dei ruoli; la creatività e la stravaganza sono ancora importanti ma solo se armonizzate con le innumerevoli esigenze tecniche e sociali che l’urbanizzazione richiede.

Dal polverone generato da questo dinamismo frenetico mi è apparsa un giorno, luccicante e fiera, serenamente bianca, l’immagine di un edificio. E’ stato un colpo di fulmine, la situazione mi è parsa subito chiara. Dovessi riuscire prima o poi a regalarmi una casa-studio so quale mano partorirebbe il progetto.

ALBERTO CAMPO BAEZA

Non vi dirò altro su di lui, il sito che si apre cliccando sul suo nome la dice lunga sul suo stile e sul concetto di architettura che lo contraddistingue. On-line è possibile reperire altre info sul suo operato.

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