Continuando a guadagnare le cifre attuali ho la certezza che non mi troverò mai impegnato in estenuanti giornate di concertazione tecnica per la realizzazione di una unità immobiliare tutta mia, si trattasse anche di una soluzione modesta, più simile ad un pollaio che ad una abitazione per gli umani.
Tuttavia, nel caso invece la mia professione volesse stupirmi positivamente, sarei pronto ad accogliere il dono e saprei perfettamente come investirlo: CASA...anzi, CAMPOBAEZACASA.
L'architettura, un pò come l'arte in genere, di gran moda e riservata a pochi fino agl'anni '60/'70, poi distribuita alle masse dalle rivoluzioni culturali di quei tempi e quindi spesso inflazionata e scivolata in paurosi cali di spessore, vive oggi un periodo di ricerca di autoaffermazione e purificazione interna. E' in atto nel settore, affollatissimo di offerta, un processo di riassegnazione dei ruoli; la creatività e la stravaganza sono ancora importanti ma solo se armonizzate con le innumerevoli esigenze tecniche e sociali che l'urbanizzazione richiede.
Dal polverone generato da questo dinamismo frenetico mi è apparsa un giorno, luccicante e fiera, serenamente bianca, l'immagine di un edificio. E' stato un colpo di fulmine, la situazione mi è parsa subito chiara. Dovessi riuscire prima o poi a regalarmi una casa-studio so quale mano partorirebbe il progetto.
ALBERTO CAMPO BAEZA
Non vi dirò altro su di lui, il sito che si apre cliccando sul suo nome la dice lunga sul suo stile e sul concetto di architettura che lo contraddistingue. On-line è possibile reperire altre info sul suo operato.
Chi si è affacciato da poco al bellissimo mondo della fotografia starà probabilmente prendendo contatto con la realtà del workshop, un' antica pratica che da qualche tempo sta ritornando di gran moda. Sì, ritornando, perchè non si tratta certo di una novità, ma di uno dei capisaldi della fotografia che viene oggi affrontato in chiave sempre più "alternativa".
Il concetto è semplicissimo e trae spunto dalla più classica delle situazioni scolastiche: uno o più maestri, un argomento di discussione/apprendimento ed un numero di alunni che varia a seconda dell'interesse dell'argomento, della complessità della materia, delle strutture ospitanti ed ovviamente del costo di partecipazione.
Il maestro era per lo più un professionista affermato, uno di quelli che pubblicava molto, che sapeva inquadrare ed esporre ma anche sviluppare e stampare, il guru della situazione. Gli alunni erano per lo più giovani alle primissime armi o fotoamatori desiderosi di consolidare le basi tecniche della propria passione. Gli argomenti erano svariati, dalla ritrattistica al glamour, dal nudo al paesaggio, dall'uso delle luci alle tecniche di sviluppo ecc...Tutto ciò che popolava la curiosità degli appassionati era buono per incentrarvi un incontro tematico.
Solitamente l'organizzazione dei workshop era di competenza dei fotoclub che prima dell'avvento di Internet erano molto più luoghi di aggragazione fisica e molto meno occasioni di conflitti virtuali a suon di critiche malcelate nei confronti di colleghi e concorrenti. Ma tutto questo, ripeto, prima dell'avvento di Internet.
La rivoluzione informatica ha mandato in stallo diversi settori, fra i quali il dorato mondo della fotografia, per qualche tempo hanno regnato il caos e l'incertezza. Non si vedeva con chiarezza la strada difronte e quella percorsa sembrava troppo lunga ed obsoleta per poter essere ripresa e continuata. I fotoclub meno coesi hanno subito un forte contraccolpo, l'avvento del digitale ha mescolato le carte, i guru di un tempo non lo erano più mentre alcuni mediocri , particolarmente abili con la tastiera ed il mouse hanno iniziato a brillare di luce nuova. I workshop stessi si sono improvvisamente diradati, nella frequenza e nel numero di partecipanti.
Gli spergiuri che dopo aver promesso fedeltà perenne alla pellicola erano passati sulla sponda del pixel non avevano il coraggio di mostrarsi in pubblico, viceversa, gli analogici convinti, dapprima veri eversivi del sistema, ritrovatisi in spaventosa minoranza hanno aspettato a ripresentarsi agli appuntamenti "che contano" il tempo necessario imparare a pronunciare correttamente "compact flash" senza risultare troppo provinciali.
Ma poi il workshop è rinato, con regole nuove, sempre meno scolastico e sempre più democratico, con giovani maestri che magari hanno pubblicato poco più dei loro allievi, e che a volte hanno pure meno anni di gavetta alle spalle, ma che tuttavia vantano abilità di spicco nel fotoritocco, nella conoscenza delle nuove tecnologie, o semplicemente sono stati abili faine nell'anticipare i tempi, capendo cosa vuole un certo tipo di fotoamatore ed attivandosi per darglielo nel modo più comodo e perchè no, visti i tempi che corrono, più economico possibile.
Ogni sistema ha le sue pecche e se i workshop di un tempo erano spesso economicamente inaccessibili e a volte pallosi, quelli di oggi possono risultare un pò troppo sbilanciati verso il nudo e poco permeabili nei confronti del dilettantismo puro con spruzzi di vouyerismo, ma questa non suoni come una critica, è piuttosto un bene che il settore si stia muovendo dal basso, accontentando più appassionati possibili.
Su questa linea d'onda, alcuni creativi stanno uscendo dal proprio isolamento ideologico ed artistico ed iniziano ad organizzare "simposi" tematici a cui richiamare i patiti del loro genere preferito, senza esclusione per quegli stili "alternativi" che oggi vanno tanto di moda.
Prossimamente alcuni siti interessanti sul tema.
Da sempre il mio concetto di "misura" artistica è rappresentato dalla capacità di essere trasgressivi, quindi innovatori, al punto giusto, senza per questo diventare incomprensibili.
Non è per niente facile, è una misura che se la si possiede risulta naturale e gradevole se viceversa si è costretti a rincorrerla per risultare fighi, porta spesso ad essere finti e stucchevoli.
Sinceramente non mi sono mai accorto di ricercare tale misura, ma non ho nemmeno perso troppo tempo a provare di capire se la possiedo naturalmente. E' stato invece piuttosto facile trovarla in un artista che non nasconde certo la propria necessità innovativa, dichiarandola nel suo nome di battaglia: iotrasgredisco.
E' presente on-line su diverse piattaforme a contenuto fotografico, ma vi rimanderò al suo blog personale lì troverete altri link interessanti ed esempi pratici di quanto vi dicevo.
Un artista interessante che colpisce senza pesantezza, che avanza senza per forza sollevare polveroni.